Cominciano i corsi Cai, quando la passione porta i “marinai” sulla roccia e dà vita a una “scuola” d’eccellenza
“Gente di mare”, tra pareti e battigia, che può annoverare nella propria storia passata e presente grandi nomi dell’alpinismo
L’emozione di svelare ai neofiti qualcosa che è più di uno sport, è vita
di Roberto Avvenente*
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Nel lontano 1959 nacque a Genova in seno alla Sezione Ligure del Cai, Club Alpino Italiano, la Scuola nazionale di Alpinismo “Bartolomeo Figari” e nel 1960 fu organizzato il primo corso di alpinismo. Da allora tanti anni sono passati e tanti sono stati i nomi dell’alpinismo ligure che sono stati nel suo organico di istruttori o tra le fila dei numerosi allievi: Enrico Cavalieri, Vittorio Pescia, Euro Montagna, Gian Luigi ed Eugenio Vaccari, Gianni Calcagno, Alessandro Gogna per citare i primi che vengono in mente. Sono passati 56 anni e la scuola non ha mai smesso di tenere corsi e diffondere la passione per la montagna.
Per molti anni fu proposto solamente un corso di alpinismo, più di recente si aggiunse un corso di arrampicata libera ed infine anche un corso di cascate di ghiaccio. I corsi hanno certo lo scopo di insegnare le tecniche necessarie a praticare con un ragionevole margine di sicurezza l’attività che si è scelta ma non si limitano a questo, si insegna anche il rispetto per l’ambiente nel quale queste attività si svolgono e la cultura della montagna, o almeno ci si prova.
Ogni anno vengono avvicinati a questo mondo verticale, sia esso di roccia o di ghiaccio, tra i 60 e gli 80 allievi, molti continueranno, progrediranno, magari entreranno loro stessi a far parte della scuola, tanti altri presto per i motivi più disparati smetteranno di praticare questi sport che non ho voglia di definire estremi, anzi preferirei non definire proprio sport. L’alpinismo, l’arrampicata spesso ti risucchiano, diventano una passione che ha un che di totalizzante, che o pervade la tua vita o presto ne scivola fuori.
La scorsa settimana sono iniziati due corsi uno di alpinismo su roccia e ghiaccio ed uno su roccia, nella sala oltre 50 persone tra allievi, istruttori, chi passa per un saluto, ex allievi. Qualcuno ha già frequentato un corso, qualcuno ha un’aria un po’ smarrita, forse qualcuno non sa nemmeno bene come è finito li, qualcuno non sa ancora cosa lo aspetta: le sveglie, il cammino, piedi e mani doloranti, la fatica. E nemmeno che tutto questo potrebbe cambiare la sua vita.
*Istruttore Cai
©Tutti i diritti riservati. Foto di Roberto Avvenente



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